È morto Valentino Garavani, l’ultimo imperatore della moda
di Luisa Procopio
Valentino Garavani si è spento ieri all'età di 93 anni. Con lui scompare una delle figure più alte e riconoscibili della cultura italiana del Novecento, un maestro assoluto che ha portato l'eleganza del nostro Paese sulle passerelle del mondo, trasformandola in linguaggio universale.
Definito da sempre l'imperatore della moda, Valentino non è stato soltanto uno stilista di fama planetaria, ma un autore, un costruttore di stile, un interprete raffinato del tempo che ha attraversato. Le sue creazioni hanno accompagnato decenni di storia, vestendo regine, dive, first lady, senza mai perdere misura, rigore, coerenza.
Ritiratosi dalle passerelle nel 2007, lo stilista aveva lasciato la scena con discrezione, ma senza mai scomparire davvero. La sua influenza ha continuato a vivere nelle collezioni, nei musei, nelle retrospettive, nella formazione di nuove generazioni di designer che in lui hanno riconosciuto un modello di rigore e grandezza.
La sua scomparsa segna la fine di un'epoca in cui la moda italiana ha saputo imporsi come cultura, come identità, come eccellenza artigianale. Valentino ha incarnato un'idea di lusso colta e silenziosa, lontana dalla provocazione fine a se stessa, fedele a un concetto di bellezza senza tempo.
Oggi il mondo della moda rende omaggio a uno dei suoi padri fondatori. Resta un'eredità profonda, fatta di stile, disciplina e visione. Un'eredità destinata a durare oltre le stagioni, oltre le passerelle, oltre la sua stessa vita.
L' impero che ha costruito – fatto di luce, tessuti e sogni – non conoscerà tramonto

Nato a Voghera nel 1932, formatosi a Parigi e consacrato a Roma, Valentino ha fondato la sua maison nel 1959, imponendosi rapidamente come uno dei protagonisti dell'alta moda internazionale. La sua cifra stilistica – linee pulite, proporzioni impeccabili, una sartorialità estrema – ha definito un'estetica riconoscibile e duratura. E poi quel colore diventato leggenda: il Rosso Valentino, sintesi perfetta di passione e disciplina, forza e controllo.
In un sistema spesso dominato dall'eccesso e dalla velocità, Valentino ha sempre scelto la strada opposta: la lentezza della perfezione, il rispetto per il corpo, per il tessuto, per il gesto sartoriale. Ogni abito era il risultato di un equilibrio studiato, di una visione che metteva al centro la donna senza mai sovrastarla.Ritiratosi dalle passerelle nel 2007, lo stilista aveva lasciato la scena con discrezione, ma senza mai scomparire davvero. La sua influenza ha continuato a vivere nelle collezioni, nei musei, nelle retrospettive, nella formazione di nuove generazioni di designer che in lui hanno riconosciuto un modello di rigore e grandezza.
La sua scomparsa segna la fine di un'epoca in cui la moda italiana ha saputo imporsi come cultura, come identità, come eccellenza artigianale. Valentino ha incarnato un'idea di lusso colta e silenziosa, lontana dalla provocazione fine a se stessa, fedele a un concetto di bellezza senza tempo.
Oggi il mondo della moda rende omaggio a uno dei suoi padri fondatori. Resta un'eredità profonda, fatta di stile, disciplina e visione. Un'eredità destinata a durare oltre le stagioni, oltre le passerelle, oltre la sua stessa vita.
L' impero che ha costruito – fatto di luce, tessuti e sogni – non conoscerà tramonto
