Passaggio della Fiamma Olimpica: ecco qualche curiosità sui tedofori

02.02.2026

Il 4 febbraio la fiamma olimpica è passata anche da Seveso, tra applausi, selfie e bandierine al vento. Un momento solenne e storico per la città che ha saluatto con gioia i tedofori che si sono alternati lungo il percorso partito da viale Vittorio Veneto e conclusosi in Corso Isonzo. 

Quando la fiamma olimpica si accende a Olimpia, in Grecia, non parte da sola verso l'Italia: comincia il lungo e simbolico viaggio dei tedofori, le persone che portano la torcia da mano a mano attraverso città, paesi e piazze fino alla cerimonia di apertura dei Giochi. Il tedoforo è un po' come un ambasciatore della festa: non corre soltanto con un bastoncino ardente in mano, ma incarna simbolicamente valori di pace, amicizia e unità tra i popoli — quelli che le Olimpiadi dovrebbero celebrare ogni quattro anni. In tempi moderni, la staffetta della torcia può coinvolgere migliaia di persone di ogni età, professione e storia, rendendo il passaggio della fiamma un evento partecipato e sentito da comunità intere. 

Dietro le quinte si nascondono aneddoti, beffe storiche e vicende che hanno fatto discutere e riflettere.

Uno dei casi più celebri resta quello della "torcia falsa" di Sydney: uno studente riuscì a ingannare autorità e pubblico consegnando al sindaco una torcia costruita con una gamba di sedia, un barattolo e delle mutande imbevute di carburante. Per diversi minuti nessuno si accorse dello scherzo, diventato poi leggenda.

Nel 1976 a Montréal, invece, la tecnologia tradì la tradizione: un temporale spense la fiamma durante il percorso. Gli organizzatori, nel panico, la riaccesero con un accendino. Solo più tardi si accorsero dell'errore "sacrilego" e furono costretti a spegnerla di nuovo per riaccenderla ufficialmente da una fonte originale.

La beffa della "finta torcia" (e le mutande imbevute)

Non è la prima volta che il rito dei tedofori subisce scossoni. L'episodio più leggendario risale a Sydney 1956: per protestare contro le origini della staffetta (nata come strumento di propaganda nazista nel 1936), lo studente Barry Larkin costruì una finta torcia con la gamba di una sedia e un barattolo di plum-pudding. All'interno, come combustibile, usò delle mutande imbevute di cherosene. Incredibilmente, riuscì a ingannare la polizia e a consegnare la "torcia feticcio" al sindaco di Sydney, scappando prima di essere scoperto.

Ora torniamo ai giorni nostri

Il caso Massimo Boldi: "Non importa lo sport..."

Ha destato scalpore l'esclusione dell'ultimo minuto di Massimo Boldi. L'attore è stato "tagliato" dalla lista dei tedofori ufficiali a causa di alcune dichiarazioni pubbliche ritenute incompatibili con lo spirito di inclusione olimpica. A pesare sarebbe stata una sua uscita ironica (ma mal digerita dall'organizzazione): "Non importa lo sport, a me piace la f**a", frase che ha spinto la Fondazione a revocargli la divisa per preservare il decoro dell'evento.

Divise d'oro su eBay e Vinted

Essere tedofori è un onore, ma per qualcuno è diventato un business. Le divise ufficiali fornite ai portatori sono apparse sui siti di reselling come eBay e Vinted a prezzi folli, oscillanti tra i 900€ e i 1.500€. Un fenomeno che ha scatenato l'indignazione degli appassionati che vedono mercificata un'esperienza che dovrebbe essere puramente simbolica.

La storia dell'undicenne di Vodo di Cadore

Il "drama" più toccante di queste settimane riguarda un bambino di 11 anni. Lo scorso gennaio, il piccolo è stato fatto scendere dal bus perché non possedeva il nuovo biglietto speciale da 10 euro introdotto per i Giochi. Risultato? Ha dovuto camminare per 6 km sotto la neve e in condizioni di gelo estremo sulla statale Alemagna per tornare a casa. Il caso ha portato alla sospensione dell'autista e all'apertura di un'indagine della Procura. Per rimediare alla terribile figura, la Fondazione lo ha invitato ufficialmente come ospite d'onore alla Cerimonia di Apertura.